Rosso Veronese

Il vino Rosso Veronese IGT è il volto misterioso dell'enologia veronese; all'interno di questa denominazione, di crescente interesse tra gli appassionati, sono racchiusi sia i vini più "facili" che le sperimentazioni, le creatività dei singoli vignaioli. Attraverso la denominazione IGT, e le sue minori restrizioni rispetto ai disciplinari come per il Valpolicella Classico, Ripasso e tanto più l'Amarone, il vino rosso veronese permette un maggior ventaglio di opzioni di uvaggio, dalle varietà internazionali ad un maggiore utilizzo di altre uve autoctone, così come nelle possibilità e tempi di affinamento.

Nel vino rosso del veronese possiamo trovare diverse interpretazioni del Corvina, il vitigno principe della Valpolicella che domina gli uvaggi di tutti i suoi vini, sia in sue espressioni esclusivamente in purezza, come ad esempio nel "Cresasso" di Zenato, che in rivisitazioni del "taglio bordolese", insieme con Cabernet Sauvignon e Merlot, come nel "Villa Cordevigo" di Villabella o nel "Prealta Rossa" di Tinazzi

In altri casi, con i vini rossi veronesi IGT i vignaioli della Valpolicella e di tutto il territorio provinciale vogliono dare risalto ad altri vitigni autoctoni della zona, al di fuori del Corvina; infatti, sono diversi i vitigni autoctoni endemici della Valpolicella, come:

- Corvinone, confuso a lungo con il Corvina fino agli inizi del '900, quando è stata riconosciuta come varietà distinta, l'accrescitivo richiama la maggiore grandezza delle sue foglie e dei suoi acini.

- Molinara, il nome deriva dal termine dialettale ”mulinara” (da mulino), proprio per il fatto che gli acini di questa varietà sono abbondantemente pruinosi, quasi da sembrare "spolverati di farina". Il vitigno è conosciuto con un diverso sinonimo nella Valpantena (sottozona della Valpolicella) e nella Val d'Illasi, con il sinonimo "Rossara" o "Ua salà", per il particolare sapidità dei suoi vini.

- Rondinella, prende il suo nome dall'omonimo uccello migratore che, specie in passato, era molto frequente nell'area; la buccia scura dell'acino, inoltre, richiama il colore della livrea delle rondini.

- Oseleta, è la varietà forse meno conosciuta in Valpolicella, ha la caratteristica di basse rese ed il suo nome deriva dal particolare gradimento degli uccelli, che in dialetto veneto si chiamano "osei".

Il vino rosso veronese IGT lo possiamo incontrare sia in versione di vino "novello", giovane, fresco e di poca struttura; in questo caso diventa un ottimo abbinamento di antipasti di salumi e formaggi, così come primi piatti al sugo o carne bianca. Nelle versioni più strutturate ed invecchiate, come ad esempio il "Tano" di Le Guaite di Noemi, si presta anche ad abbinamenti di carni rosse alla griglia, arrosti, formaggi stagionati o il tipico bollito veronese.

Da Le Guaite di Noemi a Le Salette, da Le Vigne di San Pietro a Zenato, da Tommasi a Tinazzi, scorri in basso e scopri tutte le espressioni di vino rosso veronese IGT dell'enoteca Wine Online.

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