Tequila

Tequila è un nome che più di tutti incarna lo spirito autentico del Messico, un vero e proprio vessillo della cultura messicana nel mondo; può essere prodotta solo a partire dall'agave Blue Weber, una pianta grassa che viene selezionata tra le cento varietà di agave presenti in Messico, e che cresce in una superficie di oltre 100 mila ettari nei dintorni dell'omonima località di Tequila, tra le terre aride della regione di Jalisco. La storia del distillato è intrecciata a doppio filo con quella degli Aztechi; la sua prima produzione si pensa possa essere ricondotta alla fondazione dell'omonima città di Tequila, nel 1600, quando veniva prodotta una bevanda molto simile, chiamata però allora con il nome di "Pulque".

Secondo la leggenda si narra che nel corso di una tempesta alcuni fulmini colpirono una pianta di agave spezzandola in due; una volta spezzata, il succo che ne uscì, entrato a contatto con l'aria, iniziò a fermentare trasformandosi gradualmente in una bevanda alcolica: così si narra sia nata la tequila. La produzione della tequila è vincolata ad un rigoroso disciplinare, studiato ed approvato a seguito di numerose imitazioni di bassa qualità presenti sul mercato, che stavano per rovinare la notorietà del marchio (tra i diversi produttori un ruolo di primo piano venne svolto da Don Francisco Javier della tequila Sauza).

Secondo il regolamento, la tequila può essere prodotta a partire da una materia prima che per almeno il 51% deve essere composta da agave blu, quest'ultima coltivata attraverso l'attività manuale dei jimadores, la cui arte di saper piantare e curare le piante si tramanda nei secoli, e permane nonostante l'avvento delle moderne tecnologie. La pianta di agave, quando matura un'età che va dai 7 ai 10 anni, raggiunge un'altezza di circa un metro e ottanta, si gonfia e diventa ricca di linfa, zuccheri e foglie; è allora che i jimadores tagliano le foglie, estraggono il "cuore" dell'agave, la "piña", e la tagliano in due per cuocerlo attraverso un delicato processo in un forno a vapore per un periodo di circa un giorno. Dopo la cottura la massa perde peso e trasforma gli zuccheri in fermentescibili; a questo punto viene spremuta e schiacciata, da cui si ottiene un succo che viene chiamato "agumiel", fermenta con i lieviti indigeni della pianta e viene in seguito distillato, spesso in alambicchi discontinui, ed infine diluito ad un tenore alcolico medio attorno ai 40 gradi.

Successivamente, la tequila viene posta ad affinamento, ed in base a come questo viene svolto la si può classificare in diverse categorie:

  • Tequila Bianca, chiamata anche Silver o Joven, che viene invecchiata in vasche di acciaio;
  • Tequila Gold, nel caso in cui viene aromatizzata al caramello;
  • Tequila Reposado, rappresenta la tipologia più famosa, affina in botti, o barili, di quercia per un periodo che varia dai 3 ai 12 mesi;
  • Tequila Anejo, nel caso di affinamento in botti per un periodo di almeno un anno, anche se di solito viene invecchiata per un periodo tra i 4 ed i 5 anni;
  • Tequila Extra Anejo o Muy Anejo, è la tipologia con l'affinamento più lungo, ed è previsto un minimo di almeno 8 anni.

Inoltre, in base alla quantità di materia prima agave blu di cui è composta la tequila, può essere classificata come Premium, quando è composta per il 100 per cento da agave blu, e Mixto, quando invece è ottenuta da almeno il 51 per cento di agave blu, dove la restante parte è in genere un misto di sciroppo di mais e di canna da zucchero. La tequila è rinomata per sua perfetta abbinabilità nei cocktail tipici come il Margarita, o anche da sola con il classico "Tequila, sale e limone". Da Kah a Sauza, da 1800 a Exotico Gonzalez, scorri in basso e scopri la tua tequila preferita tra la nostra selezione.

In absteigender Reihenfolge
Seite:
  1. 1
  2. 2

In absteigender Reihenfolge
Seite:
  1. 1
  2. 2